Barolo 2014, Aurelio Settimo - Calendario dell'Avvento, giorno 24

E dunque buona Vigilia di Natale! Arrivati al termine del nostro Calendario dell'Avvento troviamo l'ultima bottiglia, che per noi poteva essere solo un Barolo della cantina Aurelio Settimo...

Vino rosso Barolo 2014 Aurelio Settimo
Barolo 2014, Aurelio Settimo

Aurelio Settimo: Barolo tradizionale di La Morra, amore di Ombre Rosse

Non c'era modo migliore per terminare questo percorso di 24 bottiglie, il nostro Calendario dell'Avvento: il Barolo di Aurelio Settimo era una scelta obbligata.

Era il 1995 quando Ombre Rosse ha aperto i battenti, come Enoteca e Ristorante, e ricordiamo esattamente la stampa della nostra prima Carta dei Vini: in quel giorno, l'annata 1990 di Aurelio Settimo divenne il nostro primo Barolo in carta. Da quel momento, i vini di tale cantina non hanno mai abbandonato la nostra cantina, e ogni singola annata è sempre stata presente nella nostra carta: una storia d'amore, la nostra, che prosegue da sempre.

La storia della cantina Aurelio Settimo comincia sul finire della prima metà del '900, ma la nascita delle etichette come le conosciamo oggi è del 1962. Prima di questa data era il padre di Aurelio, Domenico Settimo, a guidare la produzione agricola della tenuta e il vino non era ancora il pensiero principale. Ma è in quel momento che comincia l'espansione dei vigneti, la specializzazione vitivinicola e viene poi costruita la cantina per cominciare a vinificare sempre di più le proprie uve Nebbiolo.

Ci troviamo nel comune di La Morra, uno degli 11 comuni della DOCG, subito a nord di Barolo, nella frazione di Annunziata, sulla strada che porta verso il comune di Castiglione Falletto.

Qui, la famiglia Settimo, oggi guidata da Tiziana Settimo, figlia del compianto Aurelio (scomparso nel 2007), coltiva i suoi quasi 7 ettari di vigneto, divisi tra circa 5 ettari e mezzo impiantati a Nebbiolo (di cui 3 e mezzo nel Cru/MGA di Rocche dell'Annunziata) e poco meno 1 ettaro a Dolcetto.

Amica da sempre, Tiziana è davvero una persona speciale, gentile, generosa e sempre disponibile. Anima instancabile e vera innamorata del suo territorio, da quando ha preso in mano l'azienda ha dato una grossa spinta alla qualità e riconoscibilità dei suoi vini, diventando oggi uno dei nomi più importanti e riconosciuti tra i tradizionalisti di Barolo.


Barolo 2014, Aurelio Settimo: un fiore nato da un'annata difficile

Ovvero, quando è il singolo produttore a fare la differenza. I più attenti e appassionati ricorderanno facilmente l'annata 2014 come una da dimenticare per molte zone d'Italia, e la regione del Barolo in Piemonte è stata tra le colpite dal meteo instabile: venti freddi durante la stagione estiva e continue piogge e acquazzoni, sia durante la fioritura che durante la maturazione delle uve. Tuttavia semplificare così tanto la questione "annata difficile" secondo noi è sbagliato: è proprio dalle annate difficili, dove il è produttore a fare la differenza, che si possono riconoscere i grandi vini.

E questo vale sicuramente per il Barolo 2014 di Aurelio Settimo. Da notare una particolarità di questa cantina, che tradizionalmente vinifica il Nebbiolo DOC base dalle stesse vigne che utilizza per il Barolo, e che esce sul mercato dopo gli stessi anni del Barolo, a dimostrazione della capacità del Nebbiolo di donare sempre grandi vini. E che anche nel 2014, con grande maestria, portò in bottiglia un'annata complessa.

Il Barolo di Aurelio Settimo è quanto di più tradizionale si può trovare in circolazione: lunghe macerazioni a cappello sommerso, fermentazioni spontanee, affinamento iniziale di 12 mesi in cemento vetrificato con svolgimento di fermentazione malolattica e successivo affinamento in sole vecchie grandi botti di rovere francese, da 2500 a 3500 litri.

Il risultato dell'annata 2014 del Barolo di Aurelio Settimo è un vino di grande pulizia e perfetto da bere nell'immediato, proprio per le caratteristiche climatiche dell'annata. Di colore rubino poco intenso, con riflessi vagamente aranciati nel contorno dell'unghia. Al naso emerge con piccole note di frutti di bosco e leggeri sentori di amarena, che si fondono su note di sottobosco e tratti vegetali che ricordano i funghi del primo autunno. Tracce più evolute di cuoio e tostatura emergono soprattutto in bocca, dove il sorso è elegante e levigato, accompagnato da un tannino stringente e che rivela chiaramente il carattere aggressivo del vitigno e della zona, di forte vocazione. Chiusura lunga e appagante, il 2014 si rivela così non tanto un Barolo da lungo invecchiamento, quanto un Barolo da grandi gioie ed emozioni nell'immediato, pronto per essere abbinato alla tavola imbandita del pranzo e della cena della Vigilia di Natale.


Così si conclude il nostro percorso, il nostro Calendario dell'Avvento: con il Barolo 2014 di Aurelio Settimo. Ma non temete, potete ancora trovare tutte le 24 bottiglie del pacchetto completo del Calendario dell'Avvento a vostra disposizione, ancora per qualche giorno al prezzo speciale scontato del 15%.

E detto questo anche noi ci apprestiamo a preparare la tavola, e a stappare questo gran bel Barolo!

Tanti auguri a tutti!