Champagne Brut Tradition, Corentin Breton - Calendario dell'Avvento, giorno 22

Aggiornato il: feb 22

Siamo quasi arrivati al termine del Calendario dell'Avvento, e per festeggiare le imminenti festività non c'è niente di meglio di un buon calice di Champagne! Ecco allora il Brut Tradition di Corentin Breton...

Bottiglia di Champagne Brut Tradition, Corentin Breton
Champagne Brut Tradition, Corentin Breton

Corentin Breton, piccolo RM vigneron della bassa Champagne

Quando si tratta di bollicine, al netto dei gusti personali (sui quali nessuno potrà mai discutere), è innegabile che i prodotti di Champagne siano sempre riconoscibili a colpo d'occhio naso e palato. Tanto sono caratteristici, eleganti, raffinati, riconoscibili eppure soggetti a enormi differenze tra di loro: impossibile non riconoscere un buon calice di Champagne quando lo si ha di fronte. E per noi di Ombre Rosse, che da sempre siamo amanti delle bollicine e dell'arte del bollismo, un calice di Champagne è sempre la risposta giusta a qualsiasi situazione, stato d'animo e orario del giorno.

Per il ventiduesimo giorno del nostro Calendario dell'Avvento, perciò, stappare un buon Champagne è veramente una scelta azzeccata. E se poi si tratta di uno Champagne che per certi versi è anche fuori dal comune, allora tanto meglio!

Corentin, il produttore di Champagne di cui parliamo oggi, è un giovane viticoltore indipendente, un Recoltant-Manipulant: sigla utilizzata in Champagne per definire quei produttori che coltivano direttamente i loro vigneti, e che vinificano esclusivamente i frutti di questi vigneti senza quindi acquistare altra uva. Indipendente ma anche intraprendente e con le idee chiare, stabilito in una zona forse meno famosa di Champagne, ma capace di donare grande intensità ed espressività ai vini che da lì nascono.

Ci troviamo infatti ad Arrentières, nella zona chiamata Côte des Bar: si tratta della sottozona di Champagne più a sud di tutte (sono 5 in totale), ed è anche la più lontana dalla città di Epernay, a pieno titolo considerata la capitale dello Champagne. Una zona a lungo dimenticata ed ignorata, proprio perché più lontana e più enigmatica nei vini prodotti.

Corentin Breton tuttavia fa sue tutte le peculiarità della zona, a partire dalla grande ricchezza di frutto e dall'espressività che i terreni a prevalenza calcarea della Côte des Bar hanno, e li trasforma in Champagne godibili e beverini.

Vigneti di Champagne, Corentin Breton, Côtes de Bar
Vista dai vigneti di Corentin Breton, in Côte des Bar

Brut Tradition, l'assemblaggio Pinot Nero e Chardonnay di Corentin Breton

In Champagne si è solito definire "Tradition" gli assemblaggi base della casa, le etichette di ingresso che meglio esemplificano lo stile aziendale. Si tratta perlopiù di bollicine multi-vintage, ossia che non riportano un millesimo (annata) preciso ma sono composti dai vini base di più annate differenti. Questo è vero anche per il Brut Tradition di Corentin Breton, ma data la piccola dimensione aziendale e della cantina (che si attesta in una produzione di circa 40.000 bottiglie l'anno), si tratta perlopiù di vini base della stessa annata, con una percentuale molto bassa di vins de réserve (ossia i vini delle annate precedenti). Di fatto, si tratta di una produzione di nicchia, con bottiglie l'anno curate nei minimi particolari e frutto di un gran lavoro.

Il Brut Tradition di Corentin Breton è un assemblaggio di 60% Pinot Nero e 40% Chardonnay, affinato solo in acciaio e con parziale malolattica svolta. La rifermentazione in bottiglia dura solitamente tra i 36 e i 40 mesi (il minimo, secondo la visione di Corentin), ma capitano anche bottiglie con affinamenti più lunghi a seconda del procedere delle sboccature.

La bollicina che ne deriva è un tripudio di godibilità e gioia liquida. La bolla è fine ma intensa, e al naso gioca su note floreali e leggermente agrumate, con rimandi lattici e burrosi. In bocca l'ingresso è pieno e rotondo, la spuma è piena e si espande delicatamente sul palato coprendo velocemente la lingua di note cremose e marcatamente agrumate. Il sorso è vivace, e il residuo zuccherino tipico da Brut (siamo a 6 g/l precisi) non stanca ma rende ogni sorso elegante e soddisfacente.

Una bollicina che nasce per essere gastronomica, cioè da abbinamento a cena. Noi lo vediamo molto bene con i primi a base di riso, anche se siamo sicuri che potrà dare il meglio di sé anche su secondi di carne bianca (magari con spezie poco intense) o con piatti a base di pesce bianco.

Ma si sa, e noi lo ripetiamo sempre... Lo Champagne va bene con tutto, anche da solo!


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