Vitovska 2018, Az. Agricola Skerk - Calendario dell'Avvento, giorno 14

Rocce scarne, venti rigidi, arie marine e una viticoltura estrema di contorno: il Carso Triestino ci da così il suo benvenuto. Per il nostro Calendario dell'Avvento oggi troviamo la Vitovska dell'Az. Agricola Skerk...

Il Carso triestino, terra di confine e di grandi vini

Ci troviamo in Friuli Venezia Giulia, ma nella sua estremità più orientale. È bene specificarlo, il Carso è una terra di confine, una regione che storicamente attraversa diverse sociopolitiche non leggere. È una terra complessa, così com'è la cultura delle persone che la abitano. Così come lo sono le sue zolle di terra, e la coltivazione dei vigneti in queste ultime.

Per la precisione, l'Az. Agricola Skerk si trova a Prepotto, a metà strada (circa) tra Monfalcone e Trieste, là dove il confine con la Slovenia è sempre labile e a portata di mano.

Un ulteriore piccolo appunto sul termine "Carso" è importante e necessario, dato che condiziona pesantemente la geografia e viticoltura di questo territorio. Dal termine "Carso", designante una specifica area geografica, è stato infatti derivato il termine "carsismo". Quest'ultimo termine, in area scientifica (geologia e pedologia), designa alcuni effetti molto particolari che l'acqua ha avuto nel tempo su suoli a matrice rocciosa e calcarea. I principali effetti di questo fenomeno sono visibili a occhio nudo nel Carso, ma anche in altre zone d'Italia (per esempio nel Gargano in Puglia), e coinvolgono principalmente la conformazione rocciosa, che diventa fragile ed estremamente secca, frastagliata, e terribilmente drenante nei confronti dell'acqua. Caratteristica principale di questi territori è, difatti, l'assenza di attività idrica superficiale in quanto viene tutta drenata in profondità.

Da qui viene subito una prima considerazione sulla difficoltà di coltivare la vigna (e non solo) in questo territorio, così difficile e duro a livello agronomico.

Ma sì sa, la vite dà il meglio proprio quando è in difficoltà... Quando la si sa trattare e coltivare a dovere.


Az. Agricola Skerk, grandi autoctoni dal territorio del Carso triestino

Un territorio difficile per la viticoltura, quindi, che impone rese basse e grande cura delle piante per ottenere buoni risultati. E un'attenzione superiore, per ottenere ottimi vini.

Quest'ultima, nel lavoro di Sandy Skerk, il vignaiolo, è sempre presente.

Un'attenzione soprattutto per la terra, la natura circostante e le sue tradizioni, che negli anni lui ha imparato ad assecondare per tirare fuori solo il meglio.

In vigna solo vitigni autoctoni, storicamente adattati al particolare territorio carsico (come la Vitovska, ma anche la Malvasia), un approccio biologico e prettamente non interventista, votato alla naturalità. Approccio che diventa regola anche in cantina, dove l'intero processo di vinificazione dei diversi vini è svolto in modo da assecondare Madre Natura e i suoi dettami. Assenza di chiarifiche e filtrazioni concludono un viaggio che nasce in vigna, e con l'imbottigliamento segna solo un'altra tappa: son vini, questi, che evolvono e non smettono mai di sorprendere per tutta la loro vita anche dopo essere stati imbottigliati.

In questo caso parliamo della Vitovska, un vitigno autoctono di questa zona del Friuli Venezia Giulia, presente qui da tempo immemore con la stessa tenacia con la quale resiste ancora oggi.

La Vitovska di Sandy Skerk fa un lieve passaggio di macerazione, di pochi giorni. Un passaggio che permette una maggior struttura e rilascio delle proprietà presenti sulla buccia, nonché dei lieviti necessari alla fermentazione spontanea, ma non tanto lungo da dargli un colore aranciato. Difatti la Vitovska di Skerk è un vino che in ogni caso resta lucente, dorato, mai aranciato, denso e materico già alla vista ma sempre su toni solari.

Un vitigno unico, che anche dal punto di vista organolettico imprime tutte le sue caratteristiche. A note più chiaramente fruttate (soprattutto su toni di albicocca), il grande gioco dei profumi è portato tra il floreale e l'officinale, con diverse sfumature di erbe aromatiche e sentori più o meno marcati di frutta secca, che si fanno sentire soprattutto sul palato.

Un sorso materico, di struttura, che non si lascia intimidire dagli abbinamenti più aggressivi. Ma che ai più intenditori regalerà anche un momento di aperitivo incredibilmente gioviale e conviviale.


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Vi aspettiamo domani, per il prossimo vino!